Salvaguardia

Vespa velutina: il calabrone asiatico che minaccia le nostre api

Come riconoscere la Vespa velutina, perché è un pericolo per gli alveari dell'Appennino Toscano e cosa fare se ne avvistate un nido.

12 marzo 2026 · 7 min · Vespa velutina · Specie invasive · Difesa dell'alveare

La Vespa velutina, conosciuta anche come calabrone asiatico dalle zampe gialle, è arrivata in Europa dalla Cina nel 2004 attraverso il porto di Bordeaux. In pochi anni ha colonizzato la Francia, la Spagna, il Portogallo e sta risalendo lentamente la penisola italiana. Sull'Appennino Toscano i primi avvistamenti confermati sono ancora sporadici, ma la vigilanza è massima: dove si insedia, questa vespa cambia gli equilibri di un intero territorio apistico.

Come riconoscere la Vespa velutina

A prima vista può essere confusa con il nostro comune calabrone europeo (Vespa crabro), ma alcuni tratti la rendono inconfondibile. È più piccola, con torace nero vellutato uniforme, addome scuro attraversato da una sola larga fascia arancione e — dettaglio che dà il nome comune — le estremità delle zampe di un giallo brillante.

I nidi primaverili sono piccoli come una mela, spesso appesi in luoghi riparati (tettoie, cassette della posta, siepi). Nel corso dell'estate colonizzano alberi ad alto fusto, dove costruiscono nidi secondari che possono superare gli 80 centimetri di diametro e ospitare fino a diecimila individui.

Perché è un problema per gli apiari

La Vespa velutina è un cacciatore specializzato: si posiziona in volo stazionario davanti all'entrata dell'alveare e attacca le api operaie che rientrano cariche di nettare e polline. Il comportamento — chiamato "hawking" — genera nelle api uno stress difensivo permanente: smettono di uscire a bottinare, la colonia si indebolisce, le scorte per l'inverno non si formano.

Un solo nido di velutina può decimare più apiari nel raggio di qualche chilometro. Non è un problema del singolo apicoltore: è un problema dell'intero territorio.

Cosa possiamo fare, insieme

Segnalare i nidi

La segnalazione precoce è lo strumento più efficace. In Toscana i nidi possono essere segnalati al servizio veterinario dell'ASL o direttamente alla piattaforma regionale dedicata. Una fotografia chiara del nido o dell'insetto (a distanza di sicurezza) è più utile di qualunque descrizione a parole.

Non tentare rimozioni fai-da-te

La rimozione dei nidi va fatta esclusivamente da personale specializzato, tipicamente nelle ore serali o notturne, quando le operaie sono rientrate. Ogni tentativo casalingo — dall'acqua bollente al fuoco — mette in pericolo chi lo esegue e disperde le vespe nell'ambiente, peggiorando il problema.

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