Salvaguardia

Cambiamenti climatici e apicoltura: cosa sta cambiando sull'Appennino

Fioriture anticipate, siccità, inverni miti: come il clima che cambia sta trasformando la vita degli alveari e la produzione di miele nelle Foreste Casentinesi.

18 maggio 2026 · 9 min · Clima · Foreste Casentinesi · Biodiversità

Sull'Appennino Toscano il cambiamento climatico non è una previsione: è una serie di appunti sul quaderno di stagione. Fioriture che anticipano di due settimane, temporali brevi e violenti che spazzano via il nettare in un pomeriggio, inverni che non arrivano mai davvero. Per un'ape, e per chi vive di api, significa riscrivere ogni anno il calendario.

Fioriture in anticipo, ma più fragili

L'acacia, che qui a Montemignaio ci ha sempre regalato una manciata di giornate produttive attorno alla fine di maggio, negli ultimi anni ha iniziato a fiorire con dieci-quindici giorni di anticipo. Il problema non è tanto la data: è che il periodo anticipato è più esposto a ritorni di freddo, piogge insistenti, vento. La fioritura c'è, ma le api non escono, oppure escono e trovano fiori dilavati.

Il castagno e la sete

Il miele di castagno è la nostra firma. Ma il castagno secerne nettare solo se l'albero non è in stress idrico: quando l'estate è secca, la fioritura c'è, le api ronzano intorno agli amenti, ma i melari restano vuoti. Le annate difficili si moltiplicano: negli ultimi cinque anni, tre sono state al di sotto della media storica.

Il bosco continua a fiorire; è il nettare che comincia a mancare.

Inverni miti, un problema meno visibile

Un inverno freddo, di quelli veri, è un alleato dell'apicoltore: la regina interrompe la covata e, cosa fondamentale, la varroa resta senza celle in cui riprodursi. Gli inverni miti degli ultimi anni hanno cambiato la partita: la covata continua a intermittenza per tutta la stagione fredda, gli acari trovano sempre nuovi ospiti e i trattamenti invernali rischiano di essere meno efficaci.

Cosa stiamo facendo, in apiario

  • Diversifichiamo le postazioni per intercettare fioriture a quote diverse.
  • Monitoriamo settimanalmente il peso degli alveari nei mesi caldi, per intervenire con acqua e ombreggio.
  • Adottiamo un piano varroa più flessibile, con controlli intermedi in autunno.
  • Selezioniamo le famiglie che si sono dimostrate più adattabili come base per la sciamatura naturale.

Un'apicoltura di territorio è parte della soluzione

Le api tengono in vita interi ecosistemi. Sostenere l'apicoltura di piccola scala nelle aree interne, dove il paesaggio è ancora ricco di specie diverse, significa aiutare un intero mosaico di piante, insetti e uccelli ad affrontare meglio quello che verrà. È una scelta che va oltre il vasetto sul tavolo.

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