Salvaguardia

Varroa destructor: il parassita numero uno degli alveari

Biologia, sintomi e strategia di lotta integrata contro l'acaro che, dagli anni '80, ha cambiato per sempre il mestiere dell'apicoltore.

2 aprile 2026 · 8 min · Varroa · Sanità dell'alveare · Buone pratiche

Se c'è un nome che ogni apicoltore d'Europa conosce a memoria, è Varroa destructor. Questo minuscolo acaro rosso-bruno, arrivato dall'Asia negli anni '80, ha ridisegnato il mestiere di chi alleva api: dai calendari di lavoro alle tecniche di conduzione, fino al modo stesso di pensare la salute dell'alveare.

Un parassita che vive dentro l'alveare

La varroa sceglie come camera nuziale la cella di covata opercolata: la femmina entra poche ore prima che le api la chiudano, depone le uova sulla larva in metamorfosi e la sua discendenza si nutre dell'emolinfa dell'ape in formazione. Quando la giovane operaia esce, esce con lei anche una nuova generazione di varroe pronte a colpire.

Il danno diretto, indebolimento fisico dell'ape, è solo una parte del problema. La vera minaccia sono i virus che l'acaro veicola: il virus delle ali deformi (DWV), quello della paralisi acuta (ABPV), il virus del cappuccetto nero. Colonie apparentemente forti in agosto possono collassare a novembre.

Come si accorgiamo di averla

  • Presenza di api con ali malformate o corpo piccolo ai bordi del favo.
  • Ridotta consistenza della covata e aumento delle celle vuote a mosaico.
  • Aumento improvviso della mortalità sotto il vassoio diagnostico.
  • Ali deformi e nervosismo delle operaie all'ingresso dell'arnia.

La strategia di lotta integrata

Diagnosi prima del trattamento

Il monitoraggio è la parte più trascurata e più importante. Almeno tre volte l'anno controlliamo il livello di infestazione con il metodo dello zucchero a velo o con il conteggio della caduta naturale su vassoio. Trattare senza sapere quanto è infestata una famiglia significa sprecare risorse e talvolta non intervenire in tempo dove serve davvero.

Il blocco di covata estivo

In piena stagione produttiva combiniamo il blocco di covata con ingabbiamento temporaneo della regina, al trattamento con acido ossalico gocciolato. È una tecnica dolce, che colpisce l'acaro nel momento in cui è più esposto (fuori dalle celle) senza intaccare la qualità del miele.

Il trattamento invernale

A dicembre, quando la covata è naturalmente assente, ripetiamo un'ossalico gocciolato per abbassare il numero di acari sotto la soglia critica prima della ripresa primaverile. È l'intervento che decide come inizierà la stagione successiva.

Non esiste un trattamento che risolva la varroa una volta per tutte: esiste un lavoro costante, informato, che accompagna l'alveare per tutto l'anno.

Perché scegliere piccoli produttori conta

Un apicoltore di piccola scala controlla le sue famiglie una a una. È questa cura artigianale, difficile da industrializzare, che tiene le api in salute e che si sente, alla fine, anche nel miele.

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